Marciume radicale

Marciume radicale

Il marciume radicale, ovvero il marciume delle radici e del colletto della pianta, è una malattia di origine fungina che colpisce un gran numero di piante da orto, aromatiche e ornamentali. E’ una fisiopatia molto diffusa, tra le specie più colpite vi è il pomodoro sia in campo che vaso, dunque in ambiente domestico. Il marciume radicale indebolisce la pianta, dal momento che interessa l’apparato radicale, ovvero l’organo che si occupano di garantire l’adeguato nutrimento, esponendola in questo modo ad ulteriori agenti patogeni.

Marciume radicale, come si manifesta e come riconoscerlo?

La proliferazione della malattia è favorita da un’eccessiva irrigazione e da terreni contaminati. La sintomatologia si caratterizza da foglie che ingialliscono rapidamente e da radici che marciscono, diventano nere; la pianta deperisce perché non giunge più il nutrimento. Nella fase di deperimento, la pianta è esposta all’attacco di altri parassiti ed è destinata a soccombere in breve tempo. Il fungo si insinua nella pianta attraverso lacerazioni del fusto o quando sono già debilitate. La causa principale del marciume radicale sono eccessive irrigazioni ma anche i ristagni idrici nei sottovasi, contatti con piante infette, terricci contaminati.

Marciume radicale quali sono le piante in pericolo?

Considerando la varietà di funghi che possono provocare il marciume radicale, è possibile affermare che tutte le piante sono a rischio. Indubbiamente, le piante giovani il cui apparato radicale non è ben sviluppato sono più esposte. Ma pure un buon numero di piante fiorifere come le primule, le viole, la rapunzia e la bella di notte. E inoltre, gli arbusti come il rododendro e l’azalea. Ma anche le piante rampicanti e un gran numero di alberi da frutto, in particolare melo, pero, ciliegio, pesco, vite, olivo, castagno.

Soluzioni Green e rimedi efficaci nella prevenzione e cura del marciume radicale

La cura migliore è la prevenzione. Tra i rimedi preventivi si consiglia di:

  • evitare i ristagni idrici,
  • svuotare il sottovaso dopo 30 minuti dall’innaffiatura,
  • buttare i terricci infestati e disinfettare i vasi,
  • facilitare il drenaggio dell’acqua.

Quando la pianta necessita di cure perché affetta dalla patologia, la prima cosa da fare è rimuovere i rami e le foglie ingiallite e procedere ad un rinvaso d’urgenza. Il rinvaso è importantissimo per eliminare il terriccio infetto e le radici marce. Dopo questo passaggio, si può valutare l’utilizzo di radicanti, per favorire lo sviluppo delle radici e prodotti a base di rame o zolfo per inibire e contrastare l’azione del funghi. Nei casi più gravi è consigliata l’applicazione di principi fitosanitari.

Fungicidi e prodotti chimici non sono l’unica soluzione!

E’ bene limitare la somministrazione di prodotti chimici ai casi necessari, in quanto estremamente dannosi per la salute dell’uomo e dell’ambiente. In particolare, è consigliabile non utilizzare tali prodotti in fase di fioritura poiché estremamente nocivi per gli insetti impollinatori fondamentali per l’equilibrio dell’intero ecosistema. E’ possibile optare per strategie preventive! Prodotti naturali possono essere, dunque, una valida alternativa. Questi oltre a prevenire la comparsa di molte problematiche, possono aiutare la pianta a superare lo stress di agenti biotici ed abiotici.  Evitare ristagni di acqua, distanziare le piante, allontanare piante e tessuti infetti, sterilizzare l’attrezzature e vasi,  adottare delle metodiche colturali opportune, possono giusti accorgimenti da adottare. Piante forti ed in salute sono generalmente più resistenti e più difficilmente soggette a stress biotici ed abiotici.

Induttori di resistenza

L’utilizzo di prodotti naturali può migliorare lo stato di salute generale delle piante. Molte sostanze ed estratti naturali, infatti, possono agire da “induttori di resistenza” migliorando la risposta della pianta in  caso di attacco.

Per informazioni sui singoli prodotti consulta la specifica sezione Induttori di resistenza sul nostro sito!

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