Amaryllis tra storia mito e linguaggio dei fiori

Amaryllis tra storia mito e linguaggio dei fiori

Amaryllis – origine del fiore “splendente”

amaryllis pianta bulbosaL’Amaryllis è una pianta bulbosa appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae. Ha origini in Sudafrica, la sua specie più conosciuta è la amaryllis belladonna pianta comunemente chiamata anche solo amarillide. È fondamentale non confondere l’Amaryllis con il genere Hippeastrum, poiché quest’ultimo è originario del Sud America e generalmente presenta fiori molto più grandi. Il nome Amaryllis porta con sé un significato di splendore e libertà. Deriva infatti dal greco ἀμαρύσσω (amarysso), che vuol dire appunto risplendere.      

Amaryllis significato, tra mito e realtà

Le prime testimonianze di Amaryllis si hanno nel mito greco, ripreso poi anche da Virgilio nelle sue Bucoliche, che narra la storia della bellissima Amarilli, una ninfa dei boschi celebre per la sua bellezza e il suo amore non corrisposto per Alteo. Questa associazione, tra le varie cose, ha contribuito a rafforzare l’immagine dell’Amaryllis come simbolo di bellezza e amore. Allo stesso tempo, è un simbolo di forza. Infatti, questo fiore sembrerebbe quasi ricordare la forza e la determinazione di Amaryllis nel conquistare l’amore di Alteo.

Caratteristiche dell’Amaryllis

L’Amaryllis è una pianta perenne, bulbosa. La forma dei fiori è a imbuto, è una pianta che fiorisce da agosto ad ottobre per un massimo di 7 settimane. Il bulbo inizia a produrre steli in agosto, soprattutto in terreni particolarmente asciutti. I fusti possono raggiungere altezze anche di 70 cm. I bulbi hanno dimensioni considerevoli e di solito producono due steli, ognuno dei quali può generare più fiori. Generalmente, la pianta presenta dai 6 ai 10 fiori bianchi con venature più scure, ma ci sono diverse varianti a seconda delle specie; quindi, ci si può aspettare una gamma completa di colori dal bianco al giallo fino al rosso.

Attenti all’Amaryllis velenosa

È inoltre importante notare che si tratta di una pianta velenosa a causa della presenza di un alcaloide, la bellamarina, quindi è essenziale maneggiarla con un minimo di cautela, preferibilmente indossando guanti. La bellamarina contenuta nel bulbo, infatti, è una sostanza estremamente tossica: se ingerita, potrebbe arrivare a causare perfino la morte. Già nei tempi più antichi, gli africani utilizzavano i bulbi di questa pianta, mescolandoli con altre piante, per creare un veleno da applicare sulle punte delle frecce al fine di avvelenare i nemici. 

Come coltivare l’Amaryllis

L’Amaryllis è considerata una pianta adatta anche per i giardinieri principianti, poiché molto semplice da coltivare. Rende al meglio come pianta da appartamento, l’amaryllis in vaso è da posizionare in un punto luminoso lontano da correnti d’aria e dalla luce solare diretta. Vive bene anche in vasi piuttosto piccoli (anzi, preferisce stare stretta!), l’importante è che il vaso sia forato e accompagnato da un sottovaso per poter favorire il drenaggio. Il bulbo, infatti, potrebbe essere danneggiato dai ristagni idrici: richiede un terreno ricco sì di sostanze nutritive, ma anche con un buon drenaggio e poca acqua.

Quando piantare i bulbi di Amaryllis?

Il ciclo vegetativo dell’Amaryllis inizia in autunno, quando cominciano a comparire le nuove foglie subito dopo la fioritura. Le foglie continuano a crescere per tutto l’inverno per poi appassire verso maggio-giugno. Per questo motivo, al fine di ottenere i risultati migliori, sarebbe bene piantare i bulbi verso la fine della primavera, tra maggio e giugno. Prima dell’emergere dei germogli, il fabbisogno idrico è limitato, ma non appena iniziano a crescere gli steli, diventa essenziale incrementare l’irrigazione. È una pianta che reagisce bene alla luce, tuttavia bisognerebbe limitarne l’esposizione in quanto i suoi fiori preferiscono luoghi più freschi. Per quanto riguarda la potatura, andrebbe limitata solamente a togliere le foglie secche e i fiori appassiti al momento della fioritura.

Cosa fare con i bulbi di Amaryllis dopo la fioritura?

Terminata la fioritura, è dunque consigliabile tagliare i gambi al livello del nuovo fogliame, permettendo al fogliame di rafforzare il bulbo nei mesi di quiescenza (primavera-estate). Se il periodo del gelo è finito, puoi anche pensare di spostare la pianta all’esterno, ad esempio in un luogo ombreggiato sul balcone o in giardino. In questa fase, il bulbo crea nuovi fiori ma necessita di acqua e sostanze nutritive, ma anche di luce diurna sufficiente, ma non eccessiva. 

Pianta Amaryllis – Cura e concimazione

Poiché l’Amaryllis deve reintegrare il suo equilibrio nutritivo dopo il faticoso periodo di fioritura, utilizza un fertilizzante liquido per piante da fiore circa ogni due settimane da marzo a maggio. Doctor Bioges consiglia Vivacity, concime per bulbose, in formulazione liquida dal rapido assorbimento. È un prodotto che contiene tutti gli elementi nutritivi in rapporti e dosi ottimali per un rapido assorbimento radicale. Allo stesso tempo, favorisce i principali processi biologici, intensifica la fioritura allungandone la durata e conferisce ai fiori colori vivaci ed intensi.

Per concludere…

Prendersi cura dell’amaryllis non è assolutamente difficile, ma chiaramente ci sono degli errori abbastanza comuni che sarebbe meglio evitare per il benessere della pianta. Ad esempio, bisognerebbe evitare di innaffiare eccessivamente l’amaryllis: un’eccessiva umidità, infatti, può far marcire il bulbo. È importante anche non utilizzare un vaso troppo grande, poiché l’amaryllis si sviluppa meglio in un contenitore leggermente più grande del bulbo. Infine, sarebbe bene non gettare mai via l’amaryllis una volta che ha terminato di fiorire. Ricorda che, garantendo a questa pianta le giuste cure, tornerà a fiorire anno dopo anno! Speriamo di essere riusciti a convincerti e che darai l’opportunità a questa pianta di risplendere e far risplendere anche a casa tua, che sia in appartamento, nel tuo giardino o sul tuo balcone.

 


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