Come curare le orchidee – idee e consigli

Come curare le orchidee – idee e consigli

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Come curare le orchidee

Consigli e curiosità sulle orchidee

Le orchidee sono fiori di estrema bellezza e fascino dai molteplici significati. In Occidente sono state utilizzate per secoli come simbolo di eleganza, armonia ma anche passione ed amore mentre in Oriente come simbolo di purezza. Le orchidee da noi conosciute e diffuse in numerosissime abitazioni, fanno parte della famiglia delle Orchidaceae a cui afferiscono circa 20.000 specie differenti. A seconda del genere, i fiori delle orchidee possono differire non solo per colore ma anche per forma o presenza/assenza di profumazione.

Orchidee come curarle in casa

In ambiente domestico, la cura delle orchidee inizia dalla scelta di una pianta adatta alla sopravvivenza in un particolare ambiente. Ogni tipo di orchidea ha esigenze diverse a seconda della regione di origine, non tutte le orchidee quindi sono adatte al clima domestico, alcune di esse infatti preferiscono un ambiente aperto (giardino/ serra) o semplicemente un clima differente (più caldo/più freddo). Tra le specie comuni di orchidee adatte alla sopravvivenza in ambiente domestico è possibile citare le Phalaenopsis note come orchidee farfalla (fioritura inizia in inverno o all’inizio della primavera) oppure la specie Cattleya.

Come concimare le orchidee nel modo giusto?

A seconda della specie le orchidee alternano periodi di fioritura alla fase vegetativa. Anche la scelta dell’ambiente (maggiore o minore luminosità), la regolazione della temperatura, l’umidità ed il tipo di substrato deve essere effettuata seguendo le differenti esigenze delle orchidee. Come tutte le piante riescono ad assorbire l’ossigeno, il carbonio e l’idrogeno dall’aria mediante la respirazione. Mentre macro e microelementi come azoto, fosforo, potassio, zolfo, ed altri ancora vengono assorbiti dal substrato. Azoto (N), fosforo (P), potassio (K), elementi essenziali per la crescita della pianta, sono alla base dei cosiddetti fertilizzanti NPK. La sigla NPK sta ad indicare proprio i preziosi elementi presenti mentre il cosiddetto “titolo”, indicato su molte confezioni rappresenta invece la percentuale di ciascun elemento nella miscela. Utilizzare un fertilizzante NPK 18-18-18  vuol dire apportare alla pianta 18% di azoto, 18% di potassio, 18% di fosforo.

Quando utilizzarlo
NPK 10.44.10 Il maggiore contenuto di fosforo favorisce la creazione di corolle; questo concime è utilizzabile fino alla nascita degli steli da fiore.
NPK 30.5.5 Una maggiore concertazione di azoto è ottima per la crescita di nuove foglie.
NPK 18.18.18 Concime bilanciato, utilizzabile tutto il resto dell’anno. Ideale nella fase di mantenimento.

 

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